Qualcuno era un sognatore…

Qualcuno era un sognatore perché era nato per caso in un tempo sbagliato; un tempo troppo sbrigato al cui non apparteneva.

Qualcuno era un sognatore perché abitava in un paese dove l’immaginazione si faceva mancare.

Qualcuno era un sognatore perché credeva che una parola taceva tutto e uno sguardo nascondeva niente.

Qualcuno era un sognatore perché credeva che i baci a mezza notte facevano i sogni d’oro diventare pandoro.

Qualcuno era un sognatore perché il tuo volto, i tuoi occhi, le tue labbra, eccetera, eccetera, eccetera.

Qualcuno era un sognatore perché vedeva la vita come un romanzo, l’universo come una poesia e la matematica come la chiave di tutti i misteri dell’anima.

Qualcuno era un sognatore perché si sentiva solo; troppo solo per non sognare.

Qualcuno era un sognatore perché il sesso… meglio in due.

Qualcuno era un sognatore perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio; oppure, perché veramente voleva essere Dio.

Qualcuno era un sognatore perché era talmente affascinato dai personaggi dei libri che voleva essere uno di loro.

Qualcuno era un sognatore perché pensava che quando le tue labbra toccassero appena la sua pelle, un brivido brucerebbe la tristezza.

Qualcuno era un sognatore perché aveva scambiato la “logica di Aristotele” per il “Vangelo secondo Pirandello”.

Qualcuno era un sognatore perché non c’era niente di meglio che sognare il desiderio in questa “società della leggerezza”.

Qualcuno era un sognatore perché i Balcani, la strage di Capaci, Atocha, Liverpool Street, Charlie Hebdo, eccetera, eccetera, eccetera.

Qualcuno credeva di essere un sognatore e forse era un replicante.

Qualcuno era un sognatore perché sentiva la necessità sconvolta di una filosofia diversa, di una lingua diversa, di essere una persona diversa da tutte quelle che era già stato prima.

Qualcuno era un sognatore perché i tuoi baci, le tue mani, il tuo sesso, eccetera, eccetera, eccetera.

No, niente rimpianti. Forse anche adesso come allora molti aprono le ali  senza essere capaci di volare, senza avere nemmeno l’intenzione di provarci, senza avere nemmeno il coraggio di sognare il volo. Come dei sognatori ipotetici.

Due miserie in un sogno solo. 

Nino Rota – Amarcord

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s